Il partito del premier Albin Kurti ha vinto le elezioni parlamentari svoltesi ieri in Kosovo, le terze in appena un anno e mezzo. Il suo partito Autodeterminazione (Vetëvendosje) ha ottenuto il 43% dei voti, l’8% in meno rispetto alla tornata dello scorso dicembre.

È la terza elezione parlamentare in Kosovo nel giro di soli 18 mesi. Il Paese più giovane d’Europa e uno dei più poveri del continente aspira all’adesione all’Unione europea, ma per gran parte dell’ultimo anno è rimasto privo di un governo pienamente funzionante.

Le profonde divisioni parlamentari hanno infatti impedito prima l’elezione del presidente dell’assemblea e successivamente quella del capo di Stato.

Compito difficile per Kurti

Per formare un nuovo governo, per Autodeterminazione sarà necessario costruire alleanze e trovare un compromesso con l’opposizione, al fine di raggiungere anche la maggioranza dei due terzi necessaria per l’elezione del nuovo presidente.

Il secondo partito è il Partito Democratico del Kosovo (PDK) con il 21,6%, seguito dalla Lega Democratica del Kosovo (LDK) con il 17,3%.

Alle elezioni precedenti, svoltesi a dicembre, Autodeterminazione aveva ottenuto il 51,1% dei voti, una maggioranza assoluta ma minima. Il partito non era riuscito a raggiungere un accordo con le altre forze politiche sulla candidatura alla presidenza.

Lo stallo istituzionale aveva quindi portato allo scioglimento del Parlamento ad aprile e alla convocazione di nuove elezioni anticipate.

Gli elettori chiedono la fine della crisi politica

L’affluenza si è fermata al 36%, secondo la commissione elettorale centrale, in calo rispetto al 45% registrato a dicembre.

Secondo Reuters, molti elettori hanno espresso il desiderio di porre fine allo stallo politico e migliorare le condizioni di vita. L’Unione europea, dal canto suo, ha esortato le forze politiche kosovare a costruire istituzioni stabili in grado di portare avanti le riforme necessarie per l’adesione. Le continue tornate elettorali hanno infatti rallentato sia il processo di riforma sia l’erogazione dei fondi europei.

Il partito di Kurti è salito al potere per la prima volta nel 2021, proponendo allora una svolta in senso nazionalista e un rafforzamento delle politiche sociali. Come le principali forze politiche del Paese, si definisce filo-occidentale, pur mantenendo una linea rigida nei confronti della Serbia, con cui i rapporti restano tesi.

Secondo la commissione elettorale centrale, oltre 900 candidati di 17 partiti e tre coalizioni si contendono i 120 seggi del Parlamento. Gli aventi diritto al voto sono circa 2,1 milioni, a fronte di una popolazione di circa 1,6 milioni: una differenza dovuta alla forte diaspora kosovara.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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